Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
Si chiama Norwegian Wood, la canzone che ascolto ora per la prima volta in vita mia.
Forse dovrei vergognarmi per non conoscerla, ma francamente non sono mai stata un'esperta di Beatles (pur amandoli), e per me quella di oggi è una piccola grande scoperta.
E' il leit motiv del libro che ho appena terminato, "Tokyo Blues Norwegian Wood" per l'appunto, del quale ho divorato le ultime pagine stesa al sole di Ostia in un sabato pomeriggio di mare rubato a una giornata all'insegna dell' indolenza della nostra casa senza condizionatori.
E' un libro bello, delicato, tremendamente nostalgico e triste, che un paio di anni fa lasciai a metà senza un vero perché. Ma ora sinceramente me lo chiedo, cosa mi abbia spinta a passare a un altro volume lasciando la storia di Toru e Naoko a metà, proprio quando si stavano riavvicinando e ritrovando in quella clinica immersa nel bosco tra i fantasmi del passato di lei e gli slanci di un amore impossibile di lui.
E' davvero curioso come il nostro umore e i periodi che viviamo nella vita ci condizionino nella scelta di un libro. Io che sono sempre stata piuttosto dura rispetto ai libri che lascio a metà, mi sono ripromessa che proverò a riprenderli tutti quanti...chissà che non ne rimanga piacevolmente sorpresa come è successo con questo gioiello di Murakami.
"La morte non è qualcosa di opposto ma di intrinseco alla vita. Che questo fosse vero era fuori di dubbio. Nel momento stesso in cui viviamo, cresciamo in noi la morte. Ma questa era solo una parte della verità che dobbiamo imparare. [...] Per quanto uno possa raggiungere la verità, niente può lenire la sofferenza di perdere una persona amata. Non c'è verità, sincerità, forza, dolcezza che ci possa guarire da una sofferenza del genere. L'unica cosa che possiamo fare è superare la sofferenza attraverso la sofferenza, possibilmente cercando di trarne qualche insegnamento, pur sapendo che non ci sarà di nessun aiuto la prossima volta che la sofferenza ci colpirà all'improvviso".