Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
Proviamo a tornare lentamente alla normalità, ai ritmi di sempre.
Non è affatto semplice dopo ciò che abbiamo vissuto; un dirompente ciclone di emozioni, che ci ha travolti dai primi di giugno e che ancora ci porta in giro, ci fa stare a mezz'aria, proprio a metà tra sogno e realtà.
Il primo ciclone ci ha travolti il 6 giugno, tra bagni di riso bianco, fiocchi di raso, fiori profumati, baci, abbracci, promesse, preghiere, flash, lacrime, volti commossi e sorprese. E' assolutamente impossibile per noi quantificare il bene che ci è stato profuso, da ogni fronte, in ogni modo, sotto qualsiasi forma.
Ancora adesso ne sono stordita, e credo che non dimenticherò mai ogni singolo messaggio, ogni singola telefonata, ogni sorriso sincero e ogni volto incrociato lungo il mio cammino all'altare. Ci hanno dato la forza per sorridere mentre affrontavamo un passo più grande di noi. Ci hanno fatti sentire in compagnia, lungo questo viaggio insieme. Ci hanno riempiti di pura e semplice felicità.
Il secondo ciclone ci ha travolti a circa 9000 chilometri da casa, tra la selva verde dello Yucatan, le strade "strette e diritte" dove danzano mille farfalle colorate, le spiagge quiete e deserte del Quintana Roo, e le case basse e colorate del Campeche.
In mezzo a tutto questo miseria, lusso, palme, comedores, mosquitos, siti archeologici millenari, piramidi dissestate da scalare, misteri, luci, calore e umidità da non riuscire a respirare, angoli di ombra tra le baracche, iguane socievoli, sorrisi semplici e dignitosi della gente povera, il pollo asado, i camarones, i mercati, le amache colorate, gli angoli di paradiso tra il verde della terra e l'azzurro del cielo, le nuvole (grosse e morbide, zucchero filato sospeso in aria), i blocchi dell'esercito tra uno stato e l'altro, i bagni nei freschi cenotes, orecchini appesi alle bancarelle, coca cola in vetro, le colazioni a base di frutta tropicale, la nostra guida fedele (una bussola millimetrica che ci ha indicato costantemente la via), le tartarughe marine giganti che si accoppiavano nella corrente e... e poi noi, increduli e storditi da tanta natura e vita che si lasciava accarezzare dalle nostre mani di viaggiatori.
Perché così ci siamo sentiti, viandanti e non turisti, viaggiatori e non vacanzieri, in giro per una terra che ci ha accolti come figli da nutrire.
Ci ha nutriti di sole, di sabbia, di natura, di storie e luoghi da raccontare.
Proviamoci quindi, a tornare alla vita di tutti i giorni dopo tutto questo.
Sono sicura che in due ci riusciremo, non senza un pizzico di nostalgia.

