Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
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James Morrison
James Blunt
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Bruce Springsteen
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Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
Ogni tanto piace essere politicamente scorretta anche a me.
Perciò non mi sento poi tanto in colpa se do della "vecchiazza infame" a una signora (effettivamente anziana, ma dettaglio poco rilevante) seduta accanto a me durante la visione del film "The Millionaire" (vedetelo gente, vedetelo!). Signora che dall'inizio alla fine della proiezione non ha fatto che lamentarsi ad alta voce di qualsiasi cosa le accadesse intorno (io che le chiedo gentilmente di scalare per far sedere una coppia di signori rimasti senza posto, un ragazzino con evidenti problemi di ritardo mentale che sgranocchia rumorosamente i pop corn, i bisbigli sommessi nel cinema e la gente che tossisce involontariamente), e che alla fine del film si è dimenticata l'ombrello sotto la poltrona. Francesco mi guarda come per dire "glielo diciamo?" e io "no, vecchiazza infame, se se lo ricorda bene sennò ciccia".
Poi ogni tanto mi piace essere anche tremendamente frivola.
E mettere in loop canzoni tipo "Womanizer" di Britney Spears o "Rock your body" di Justin Timberlake, e shakerare il mio bon bon a ritmo di musica pop in giro per il salone.
Oppure mi piace giocare a fare la modella in un negozio di abiti da sposa con la mia amica fidata, guardarmi davanti e dietro allo specchio, tirarmi su il velo come fa Madonna nei video dei concerti quando canta Like a Virgin... starnazzare un po', insomma.
Perché c'è una certa leggerezza che si è fatta spazio in me durante le feste, e che mi rende euforica.
Ma d'altra parte c'è anche una certa intolleranza nei confronti dell'intolleranza che ogni tanto mi assale, e mi fa davvero imbestialire. Essere liberi nel rispetto degli altri, così al cinema come a casa, a lavoro, in amicizia, semplice regola di vita così difficile da rispettare; complice la presunzione di essere al centro, di essere gli unici, i soli.
A me questa cosa proprio non va giù.
Avevo preso appuntamento quasi per caso, quasi di nascosto.
Perché non volevo destare stupore e aspettative.
D'altronde dovevo solo vedere qualche vestito, parlare con la ragazza, farmi spiegare come funziona, quanto tempo prima...
Ma la ragazza, dolcissima e graziosa, inaspettatamente tira la tenda alle mie spalle... mi fa spogliare e mi prende un paio di scarpe con il tacchetto basso, come piacciono a me, e mi invita: "dai, proviamo qualcosa".
La stoffa mi scivola addosso come una piuma, mi avvolge come una nuvola, svela la donna che è in me. Le spalle nude, il collo in vista, il tatuaggio che spicca, i capelli tirati su alla meno peggio, quel fiore sul petto... e per finire il velo. Me lo aggancia a tradimento, e io mi guardo allo specchio ed è come se mi vedessi per la prima volta.
Vedo una sposa.
E mi emoziono giusto un po'.