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lunedì, 24 novembre 2008

Questo week end ha avuto un nonsoche di epifanico, per me.
Come Proust che addenta la sua dolce e familiare madeleine, io con lo stesso incantato stupore riabbraccio amiche perse e probabilmente mai dimenticate. E' bastato un concerto in una strada sperduta del centro, che per arrivarci abbiamo camminato come raramente accade in una grande e scomoda città, a farmi provare quel gusto impagabile nel percepire il colore che esce fuori da un impasto così eterogeno ma anche così ben assortito di personalità. E stavolta c'erano anche loro, gli uomini, a fare da incantevole cornice. Un tuffo nel passato e una proiezione nel futuro, un flash nella mente mi ha portata a quando magari, tra dieci anni, ci rincontreremo ancora con pargoli al seguito, sempre più svampite e dissociate.

Poi un'altra epifania. Quella conclusasi nel raccontare a voce alta un messaggio, che ha sconvolto così tanto la persona che mi era accanto, e che a pensarci bene, proprio in quel momento, ha sconvolto anche me. Un'epifania meno piacevole, ma forse più dirompente. Qualcosa è cambiato. E qualcosa in me è stato ferito, ed è la mia buona fede. Quella è stata lacerata. Che non è il male né la botta, ma purtroppo il LIVIDO.

Poi l'epifania dei miei amici raccolti in 15 metri quadrati: 25 persone lì PER ME, nemmeno una buca, nemmeno un NO. Tutti lì, da anni ormai, a farmi i complimenti per la torta e a ridere di poco e con poco. Non potevo chiedere una dimostrazione più palese di sincerità. E anche lì, in quella occasione, ho sentito un odore buono, dolce, familiare, come di biscotti appena sfornati.

Poi vabbè, ci sei tu. Epifania della mia stessa presa di coscienza di amare, di mettermi in discussione, di crescere e volere, di saper accettare di cambiare, di non spaventarmi all'idea di qualcuno che possa, standomi accanto, arginare quel fiume in piena di emozioni strampalate e contrastanti che sono. Anche con te mi piace guardare più in là, e pensare a cosa e come sarà... come saremo.
postato da: LadyMarian alle ore 15:36 | link | commenti (2)
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venerdì, 07 novembre 2008

Oggi ho conosciuto un ragazzo. Si chiama Raul. Mi ha stretto la mano dopo avermi venduto un anello verde, e mi ha promesso che per Natale mi fa un regalo con le sue mani.
Queste sono le piccole cose che cambierebbero la giornata ad Amelie, queste e altro come leggere i giornali e sentire che quest'aria di cambiamento, questa euforia, prendono anche te, ti travolgono, ti riempiono di posività.

Change we need.
e aggiungo. In change we believe.

postato da: LadyMarian alle ore 15:30 | link | commenti (3)
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sabato, 01 novembre 2008

Giorni che scivolano via come acqua che scorre.
Pioggia che piove sul già piovuto. E ti costringe a stendere i panni in bagno, in soggiorno, sulle mensole, dappertutto.
Soddisfazioni che prima di arrivare, ti fanno penare così tanto da chiederti se valga la pena... Due presidenti che ti stringono la mano, uno anziano, severo, pieno di libri alle spalle, seduto alla sua millenaria scrivania, l'altra con gambe lunghe e affusolate, e un anello con una pietra rossa e grande che luccica al movimento delle sue mani.

Genova, sporca, grigia e affascinante.
E poi ancora elegante e squallida, e arroccata, che a guardarla dal porto ti sembra possa venir giù da un momento all'altro. I nostri passi notturni in compagnia dei topi, per le strade che cantava De André. La nave, ancorata quietamente a un angolo del Belvedere dei Dogi. Tutto quello che la nave nasconde, un miscuglio di nazionalità ed esperienze, racchiuse tra i labirinti delle cabine, che aspettano la tua voce.

E poi un foulard appeso nell'armadio.

Questo e altro, in venti giorni di vita.

Foulard















Arctic Sunrise











postato da: LadyMarian alle ore 09:51 | link | commenti (11)
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