Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio

Oggi è un giorno tutto da rifare
da chiudere e riconsegnare...
Sapevo che prima o poi il giorno per poter citare questa canzone sarebbe arrivato... ce l'ho in testa da così tanto tempo che sentivo che prima o poi mi sarebbe tornata utile... solo quelle due strofe eh, mica tutto il contenuto, perché solo quelle frasette esprimono tutto il senso di amarezza che ti assale quando sai che ormai la giornata è andata storta, non la puoi più raddrizzare, e ti conviene ficcarti sotto le coperte per evitare altri danni. Che poi avrei davvero bisogno del letto ora, considerata l'alzataccia alle 4 di stamattina, ma qualcuno al piano di sopra sta facendo i lavori, e martella a più non posso sui muri, e mi ha già svegliata una volta... Allora mi consegno tutta stropicciata e con la coda fra le gambe al mio contenitore di pensieri virtuale.
Tutti mi dicono che sbagliando si impara, che tutto fa esperienza, che non c'è nulla di irreversibile. Bene. Lo so anche io. Ma quel senso di colpa che si prova nel sapere di aver sbagliato qualcosa a lavoro, soprattutto in un nuovo lavoro in cui ti stai buttando anima e corpo, e quel rossore sul viso tipico del post cazziatone da parte del "capo", non se ne vanno via presto. Si tratta di stupidaggini, stupidaggini che per me sono sempre state importanti. Mi si rimprovera spesso di premiarmi troppo poco per i miei successi e di bastonarmi sempre per gli errori, purtroppo è un lato del carattere che non credo riuscirò a cambiare mai. Continuo a stare male per tutto ciò che per me è importante e in cui non riesco al 100%, ci sto male e mi ci rovino le giornate. E oggi è proprio una di quelle giornate.
Uffa.
Parliamo di exit poll. Che questa storia che il Pd supera il Pdl sia al senato che alla camera mi interessa e incuriosisce. Soprattutto se poi la differenza la fa uno come Bossi, che a guardarlo gli daresti due mesi di vita e invece sta lì a godersi uno dei più grandi successi della sua carriera politica. Tutto come dieci anni fa, quando vinse Berlusconi, e come due anni fa, quando vinse Prodi e l'ago della bilancia furono i vari Udeur, Rifondazione etc etc etc. SEMPRE LA STESSA STORIA (e io mi sono pure scapicollata a votare ieri sera di ritorno dal lavoro. Sgrunt).
Meglio godersi questo pomeriggio LIBERO fra le mura di casa, meglio prepararsi per andare da Feltrinelli e pensare a come spendere il buono di 30€ della cartapiù, meglio osservare i "due pesciazzi" (non riusciamo a dargli un nome che non sia "Il Piccolo" e "Quello blu") che si ambientano nella loro nuova dimora fra sconosciuti compagnucci di nome Betta Splendens, Bozia, Apistogramma, Coridoras. Se ne stanno sempre nascosti dietro al tronco, non capisco se per timidezza o presunzione, e si fanno desiderare anche per una foto. Meglio comunque appassionarsi all'acquariofilia, che seguire gli exit poll elettorali. Meglio ripassare per il debutto di domani; per la prima volta in turno da sola, a dovermi ricordare miliardi di input e a combattere con la mia stessa empatia.
Meglio darsi un'occhiata alle date di Fiesta! di quest'estate, e mettere da parte i soldini per gli Afterhours. Meglio fare un po' di baby shopping, buttandosi su tutto ciò che di azzurro trovo sugli scaffali. Perché il mio futuro pseudonipotino è un bel maschietto, sanissimo e morbidoso.
