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mercoledì, 27 febbraio 2008

Al diavolo. Al diavolo tutti questi post pieni di paure e insicurezze.
Tutto si aggiusterà. Il lavoro non è TUTTO nella vita. La VITA è tutto.

Ho una casa meravigliosa, con due farfalle colorate appese all'ingresso a vegliare sui miei libri, ho la foto della Tour Eiffel immortalata in tutta la sua sbrilluccicosità, ho un piumone caldissimo e un piattino che mamma mi ha riportato da Berlino che dice di non guardarsi mai indietro, ho una vasca da bagno in miniatura dove rifugiarmi alla fine delle giornate, ho i raccoglitori per la raccolta differenziata sotto casa e l'alimentari che fa il pane buono.

Tutto qui?
No, ho anche un viaggetto in programma, una convivenza in procinto di sbocciare, una amica molto incinta e un fratellino generoso. Ho decine di curricula in viaggio e un nuovo numero di telefono.

Tutto sommato, posso dire che non mi manca proprio niente.

:)

postato da: LadyMarian alle ore 14:08 | link | commenti (14)
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lunedì, 25 febbraio 2008

Tic tac tic tac tic tac. Le dita si muovono veloci sui tasti in quest'ufficio, dita a volte stanche a volte frementi a volte isteriche, tra cui le mie che ancora non hanno capito dove arriverò con questo lavoro. Sicuramente non lontano. E' bello occuparsi di cultura, ma è desolante scoprire che proprio la cultura, quasi più degli altri lavori, ha le sue macchie e le sue zone d'ombra: sottopagata, sfruttata, sottovalutata, svenduta. Spesso e volentieri, sorrido nel pensare che 6 anni fa decisi di iscrivermi a Lettere perché volevo condurre il Mondo per mano nel magico cammino dell'Intellettualità, del Pensiero, dell'Arte. Molte cose sono andate diversamente, e oggi mi ritrovo con tanta esperienza non considerata e qualche centinaio di euro fra le mani a fine mese.

Però devo dire che di rimpianti no, non ne ho. Perché ho sempre scelto seguendo l'istinto, e le mie passioni, e sono sicura che in qualche modo avrò la mia ricompensa. Intanto sono preda di sogni premonitori e a volte folli, dove scorre tutto il mio passato, e dove i simboli pullulano in attesa di essere decodificati. Tipo il sogno del concerto di Ligabue a teatro, dove Francesca suonava la pianola; tipo quello in cui ero a Torino insieme a un Sandro silenzioso, tipo quello in cui Riccardo provava a violentarmi, o quello in cui facevo un colloquio in Greenpeace, e abbracciavo piangendo le mie ex colleghe Maria Carla e Federica. Tipo quello dell'altra sera, dove c'era GABRIELE, nostro figlio, un marmocchietto riccioluto e vispo, che non piangeva mai, la gioia di mamma e papà.

Sono sogni vividi, reali; sarà il modo che il mio inconscio utilizza per fare il punto della situazione nel marasma della mia vita, arrivata forse a un giro di boa? Il progetto di una convivenza, la voglia di un lavoro stabile, il desiderio di un figlio. Comincio a sentirli veramente, e un po' mi spavento da sola.
postato da: LadyMarian alle ore 15:05 | link | commenti (3)
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martedì, 12 febbraio 2008

E' domenica sera. Sono appena rientrata da lavoro; oggi al negozio sembravano avere tutti molta fretta di partire per la settimana bianca, hanno comprato guanti, termiche, sciarpe, cappelli buttando tutto per aria e chiedendomi aiuto con voci stridule e disperate, della serie "signorina la prego mi aiuti lei che m'è toccata sta croce della settimana bianca e devo vestire me e due marmocchi ma non so da dove cominciare".

Sono finalmente a casa. Do tre mandate di chiavistello e mi tolgo la divisa con furia, come se dovessi liberarmi di un peso. Stasera mi cucino la carne e una bella insalatona di contorno. Poi mi butto per terra in salone e mangio seduta sul pavimento, ai piedi del tavolino basso che prima o poi ospiterà una bella cenetta stile giapponese.

Accendo la tv. Ultimamente, essendo senza internet né telefono né soldi per affittare film da Blockbuster, lei è diventata mia amica. Non ci stiamo più tanto antipatiche, io la accendo solo quando devo vedere un Tg o Blob o L'altra storia o Niente di personale su La7 e per il resto del tempo la lascio a riposare. Lei ogni tanto mi fa qualche righina rossa e mi sputa rumori strani, ma in generale è accomodante e servizievole.

Accendo la mia nuova amica e faccio un po' di zapping; mi fermo malauguratamente su (canale 5 o Italia 1?), è in onda AMICI. Dire amici è dire tanto; galli nel pollaio che si azzuffano e si urlano contro per 5 minuti di gloria in tv. Poi giro ancora e inciampo su Rete 4; c'è Berlusconi che indossa la sua nuova maschera da aspirante premier populista, e sfoggia una camicia sbottonata giustificandosi così "Mia figlia mi ha detto: vai ai Circoli della libertà, beh mettiti pure tu in libertà!!". Poi giro ancora su La7, e mi fermo a guardare per un po' la monografia sull'Italia e l'America; le sorelle Kessler, lo sbarco sulla Luna,
Prisencolinensinaiciùsol (orraittt!) e i figli dei fiori. Bello, bellissimo.

Poi, in tutto il trambusto che fa la tv, sento te: parliamo piano, sussurriamo quasi, ricordando il nostro week end fatto di quotidianità e piccole cose, stupendoci di come si possa essere così simili e allo stesso tempo sentire di non conoscersi mai del tutto e di dover scoprire qualcosa di nuovo sempre, senza stancarsi l'uno dell'altra. Sussurriamo perché non abbiamo bisogno di urlare, e facciamo rumore semplicemente con la nostra presenza, ingombrante, importante, che a volte spaventa gli altri ma sicuramente non NOI.

postato da: LadyMarian alle ore 11:02 | link | commenti (5)
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