Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
E' il fiocco rosso comprato oggi per la porta di casa nuova
E' l'abbonamento a Rolling Stone che ho deciso di regalarmi
E' il collage per la mia sore, fatto tutto con le mie mani
con i ritagli dei giornali che leggo questi giorni sulla metro
E' il paio di pantofole chiesto nella sua letterina
che non ci si crede che il mio uomo mi chieda un regalo così
... pantofole morbide, le avrai, dolce tesoro mio
E' l'assegno che ho ricevuto oggi
piccolo piccolo, discreto, ma che ha fatto il suo effetto
E' il campo da rugby dove ho portato i due frugoletti
che trasudava umidità e freddo
E' il centro commerciale, con le sue scale mobili
Sono i pacchetti che iniziano ad ammassarsi sotto l'albero
Sono i torroncini che ragalano le clienti alla mia mamma...
...cioccolato bianco, gianduja, fondente, nocciole, al latte...
E' il pensiero che stavolta forse alla messa di mezzanotte
ci sarà qualcuno a farci compagnia
E' la cena con le amichette e il giro incrociato di regali
E' il menu con le patate, e quest'anno la pasta al forno
E' il fine settimana da botti che mi aspetta al negozio
E' la soglia dei settanta articoli superata...
con costanza, buona volontà e determinazione
E' la voglia di vedere Napoli
E' il pranzo che se tutto va bene, inizierà alle tre
come le migliori tradizioni partenopee...
E' la mia famiglia, che più si avvicina l'ora di salutarla
più la sento vicina.
E' Natale.

...Perché io scelgo i mezzi pubblici, fallo anche tu!
Bello questo slogan, è proprio il mio motto di questi giorni. Fra i metalmeccanici che invadono le piazze romane, i tassisti che le occupano come moderne Bastiglie, e gli autotrasportatori che bloccano i caselli e mandano a secco il mio serbatoio, forse è stata una scelta obbligata, ma non sofferta.
Proteste sacrosante, per carità, rinnovi di contratti, rilasci di licenze e aumento del gasolio mandano tutti in bestia, ma visto che ANCHE IO ho da difendere un NON contratto con le unghie e coi denti, mi sveglio un'ora prima e mi godo il dolce caos del trasporto pubblico. E' tutto calcolato, dalla metro che passa proprio mentre salto l'ultimo gradino dopo aver preso al volo la copia di City, all'ora di coda che si fa il 31 dai Colli Portuensi fino a Cipro.
Più o meno un'oretta e un quarto, per andare a lavoro.
E oggi ho scoperto un percorso alternativo: ho preso il tram fino a Largo Argentina, ho camminato fino al Museo delle Cere, e mi sono infilata nella vietta che sbuca a Fontana di Trevi. Il tutto guadagnando un quarto d'ora e godendomi angoli nascosti della mia città. E al ritorno mi sono fermata all'inaugurazione della mostra su Andy Warhol a Palazzo Incontro, ho fotografato, ascoltato e ammirato, e sempre zompettando allegramente nei miei stivalucci a punta me ne sono tornata a Largo Argentina per prendere l'8.
Niente psicosi da benza, zero stress da traffico.
Dalle 8 di mattina alle 8 di sera padrona della mia giornata.
Queste sì, che son soddisfazioni.

Oggi è un giorno color blu notte.
E' quel colore che parla di tristezza e intimità.
Nostalgia e freddo dentro.
Ne parli, la senti, ti rimbomba in testa tutti i giorni, riempie i titoli dei giornali e le bocche della gente, poi capita che si porti via una persona che conosci, e ti sembra tutta un'altra cosa.
Molto più vera e diretta di quello che sembra.
Molto più schietta
arriva, prende e se ne va.
E a te non rimane che pensare che non ti puoi proprio permettere di essere triste nella vita, che è solo una perdita di tempo, e che se esistesse un antidoto per farti star sveglio giorno e notte e godere di ogni attimo con lucidità, sarebbe la tua droga preferita.
E ti senti felice, per l'opportunità che hai fra le mani.
Quella di vivere, e basta.
Non c'è niente da fare, se non sono sotto pressione non rendo. Povera testa malata che non sono altro.
Ho avuto tutto il weekend per scrivere questo pezzo, e invece mi riduco alle 22.01 di domenica sera, al termine di una giornata passata al negozio, a sua volta termine di un fine settimana diviso fra lavoro e pennichelle pomeridiane nel tentativo di recuperare qualche ora di sonno. Che questa settimana ci siamo strizzate un po' troppo, fra concerti e traversate di Roma sotto la pioggia, ed ora eccomi qui con la sciarpetta al collo sotto l'effetto sonnolento dello Zerinol. Tra una mezz'oretta mio fratello tornerà di qua, e mi intimerà di lasciarli la sua legittima stanza, ed io lo supplicherò di lasciarmela ancora dieci minuti... dai dai che mi mancano cento battute!
Sotto pressione rendo di più. Quando ho gli occhi puntati addosso e i minuti contati, mi carico come una pistola a pallettoni... quando mi si lascia campo libero e carta bianca, mi perdo. Un po' come quando a scuola si facevano educazione artistica ed educazione tecnica, ed io ero brava con le squadre, il goniometro e le proiezioni ortogonali, ma se mi si dava la parola d'ordine "disegno libero" andavo in paranoia e a malapena riuscivo a tracciare i contorni di un cane artritico. Ma ognuno ha il proprio talento, no? E il mio di certo non è il disegno libero.
In questi giorni però sono molto brava a stare con me,
ecco il mio talento di quest'inizio dicembre.
E direi che non è roba da poco!

Oderc ni em, len oim eroma.....................