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sabato, 29 dicembre 2007

Stavolta è stato diverso. Niente sole, mare, pesce fresco e taratufi vivi. Stavolta c'erano la pioggia, i cumuli disarmanti di immondizia e il traffico di Corso Secondigliano. Stavolta ho visto Napoli per la prima volta GRIGIA, come i palazzi del rione Sanità e le crepe sull'asfalto dissestato, come il cielo che incombeva sul Museo di Capodimonte e la mostra che ci ho visto dentro, vuota, statica, senz'anima, senza un filo conduttore. Ma i lampi di luce partenopei ci sono stati come sempre, perché la magia di Napoli è di accecarti quando meno te lo aspetti, allora non potrò mai scordare il bagliore di quel dipinto di Caravaggio, perfettamente riconoscibile anche a una ventina di metri di distanza, con quel corpo nudo in primo piano così reale, puro e sacro in tutta la sua profanità, molto più sacro di tutti quei puttini che volano intorno alle mille versioni di Madonne col bambino.

E poi non potrò dimenticare i bagliori di luce di questi due giorni in famiglia. Perché è così che mi sono sentita, in famiglia, in mezzo a persone che avrò visto due-tre volte in tutto, ma che come sempre mi accolgono a braccia aperte, mi fanno trovare la bufala fresca sul piatto e mi preparano una scatolina di struffoli fatti in casa da riportare a Roma.

Stavolta è stato diverso. Non ero una turista, ero una di loro, e anche a me è dispiaciuto riprendere al contrario l'autostrada, per tornare ai miei mille dubbi e dilemmi, così lontani da quella costante allegria chiassosa.

Sono tornata per scoprire che Benazir Bhutto è morta. E sono stata male non tanto perché ora chissà cosa accadrà, ma perché lei era una delle creaturine con cui per lavoro mi trovo spesso a passare le mie mattinate. L'avevo seguita in strada, nei comizi, e mentre parlava alla gente dagli arresti domiciliari, sfidando gli ultimatum di Musharraf. Era una bellissima donna, lieve e ferma nella sua femminilità. Mi ero affezionata a lei, come mi sono affezionata a tutte le creaturine con cui lavoro; Prodi, Chiara Poggi, Meredith, i consiglieri dell'Onu e quelli di Bruxelles, Attilio Romita e perché no, anche a Berlusconi.

E' tutto diverso, quando le cose, le persone, le città, le vivi dal di dentro.
postato da: LadyMarian alle ore 22:54 | link | commenti (6)
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martedì, 18 dicembre 2007

E' il fiocco rosso comprato oggi per la porta di casa nuova
E' l'abbonamento a Rolling Stone che ho deciso di regalarmi
E' il collage per la mia sore, fatto tutto con le mie mani
con i ritagli dei giornali che leggo questi giorni sulla metro
E' il paio di pantofole chiesto nella sua letterina
che non ci si crede che il mio uomo mi chieda un regalo così
... pantofole morbide, le avrai, dolce tesoro mio
E' l'assegno che ho ricevuto oggi
piccolo piccolo, discreto, ma che ha fatto il suo effetto
E' il campo da rugby dove ho portato i due frugoletti
che trasudava umidità e freddo
E' il centro commerciale, con le sue scale mobili
Sono i pacchetti che iniziano ad ammassarsi sotto l'albero
Sono i torroncini che ragalano le clienti alla mia mamma...
...cioccolato bianco, gianduja, fondente, nocciole, al latte...
E' il pensiero che stavolta forse alla messa di mezzanotte
ci sarà qualcuno a farci compagnia
E' la cena con le amichette e il giro incrociato di regali
E' il menu con le patate, e quest'anno la pasta al forno
E' il fine settimana da botti che mi aspetta al negozio
E' la soglia dei settanta articoli superata...
con costanza, buona volontà e determinazione
E' la voglia di vedere Napoli
E' il pranzo che se tutto va bene, inizierà alle tre
come le migliori tradizioni partenopee...
E' la mia famiglia, che più si avvicina l'ora di salutarla
più la sento vicina.

E' Natale.

alberello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



postato da: LadyMarian alle ore 22:11 | link | commenti (8)
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mercoledì, 12 dicembre 2007

...Perché io scelgo i mezzi pubblici, fallo anche tu!

Bello questo slogan, è proprio il mio motto di questi giorni. Fra i metalmeccanici che invadono le piazze romane, i tassisti che le occupano come moderne Bastiglie, e gli autotrasportatori che bloccano i caselli e mandano a secco il mio serbatoio, forse è stata una scelta obbligata, ma non sofferta.

Proteste sacrosante, per carità, rinnovi di contratti, rilasci di licenze e aumento del gasolio mandano tutti in bestia, ma visto che ANCHE IO ho da difendere un NON contratto con le unghie e coi denti, mi sveglio un'ora prima e mi godo il dolce caos del trasporto pubblico. E' tutto calcolato, dalla metro che passa proprio mentre salto l'ultimo gradino dopo aver preso al volo la copia di City, all'ora di coda che si fa il 31 dai Colli Portuensi fino a Cipro.

Più o meno un'oretta e un quarto, per andare a lavoro.

E oggi ho scoperto un percorso alternativo: ho preso il tram fino a Largo Argentina, ho camminato fino al Museo delle Cere, e mi sono infilata nella vietta che sbuca a Fontana di Trevi. Il tutto guadagnando un quarto d'ora e godendomi angoli nascosti della mia città. E al ritorno mi sono fermata all'inaugurazione della mostra su Andy Warhol a Palazzo Incontro, ho fotografato, ascoltato e ammirato, e sempre zompettando allegramente nei miei stivalucci a punta me ne sono tornata a Largo Argentina per prendere l'8.

Niente psicosi da benza, zero stress da traffico.
Dalle 8 di mattina alle 8 di sera padrona della mia giornata.

Queste sì, che son soddisfazioni.

Warhol Butterfly
















postato da: LadyMarian alle ore 21:14 | link | commenti (5)
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giovedì, 06 dicembre 2007

Oggi è un giorno color blu notte.

E' quel colore che parla di tristezza e intimità.

Nostalgia e freddo dentro.

Ne parli, la senti, ti rimbomba in testa tutti i giorni, riempie i titoli dei giornali e le bocche della gente, poi capita che si porti via una persona che conosci, e ti sembra tutta un'altra cosa.

Molto più vera e diretta di quello che sembra.
Molto più schietta
arriva, prende e se ne va.

E a te non rimane che pensare che non ti puoi proprio permettere di essere triste nella vita, che è solo una perdita di tempo, e che se esistesse un antidoto per farti star sveglio giorno e notte e godere di ogni attimo con lucidità, sarebbe la tua droga preferita.

E ti senti felice, per l'opportunità che hai fra le mani.
Quella di vivere, e basta.
 

postato da: LadyMarian alle ore 20:31 | link | commenti (3)
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domenica, 02 dicembre 2007

Non c'è niente da fare, se non sono sotto pressione non rendo. Povera testa malata che non sono altro.

Ho avuto tutto il weekend per scrivere questo pezzo, e invece mi riduco alle 22.01 di domenica sera, al termine di una giornata passata al negozio, a sua volta termine di un fine settimana diviso fra lavoro e pennichelle pomeridiane nel tentativo di recuperare qualche ora di sonno. Che questa settimana ci siamo strizzate un po' troppo, fra concerti e traversate di Roma sotto la pioggia, ed ora eccomi qui con la sciarpetta al collo sotto l'effetto sonnolento dello Zerinol. Tra una mezz'oretta mio fratello tornerà di qua, e mi intimerà di lasciarli la sua legittima stanza, ed io lo supplicherò di lasciarmela ancora dieci minuti... dai dai che mi mancano cento battute!

Sotto pressione rendo di più. Quando ho gli occhi puntati addosso e i minuti contati, mi carico come una pistola a pallettoni... quando mi si lascia campo libero e carta bianca, mi perdo. Un po' come quando a scuola si facevano educazione artistica ed educazione tecnica, ed io ero brava con le squadre, il goniometro e le proiezioni ortogonali, ma se mi si dava la parola d'ordine "disegno libero" andavo in paranoia e a malapena riuscivo a tracciare i contorni di un cane artritico. Ma ognuno ha il proprio talento, no? E il mio di certo non è il disegno libero.

In questi giorni però sono molto brava a stare con me,
ecco il mio talento di quest'inizio dicembre.

E direi che non è roba da poco!


Carmen94


















Oderc ni em, len oim eroma.....................

postato da: LadyMarian alle ore 22:22 | link | commenti (5)
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