Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
Si doveva partire, si doveva scendere a vedere il mare...
Ci si doveva infilare nei vicoli
andare ad ammirare come il tramonto scende su Posillipo
Si dovevano incontrare amici e parenti
e dare un regalo a una piccola principessa...
Non so perché non siamo più andati
forse solo perché non ci siamo capiti...
...perché io non ho potuto rimanere in silenzio
e non ho capito che era meglio non dire "però se"...
...e perché tu sei un testone orgoglioso del cazzo, diciamolo...
...allora lascio la valigia mezza aperta di là,
tanto si parte lo stesso, e meglio se dimentico qualcosa
perché sono stufa di essere sempre pronta.
Ci vediamo in quell'altra casa va, che c'è un po' di polvere da tirar via...

Parlare di matrimonio dal calzolaio con una perfetta sconosciuta che vuole sapere se il mio uomo sa cucinare e fare la lavatrice mentre io sono seduta su una sediola sghemba senza stivali e cerco disperatamente di coprire il buchino all'altezza dell'alluce sulla calza colorata di goldenpoint e nel frattempo vigilo sul motorino lasciato sul marciapiede senza catena e intanto cancello le foto della conferenza venute male pensando già all'attacco del pezzo che dovrò inviare entro le 15?
Si, si può.

Questa è la storia di un appressamento alla follia. Un omicidio divenuto ossessione che consacrerà e allo stesso tempo condizionerà per sempre la vita di un giornalista dandy e senza scrupoli dal talento d'argento, fin troppo raccontato negli ultimi anni dal cinema e forse mai davvero conosciuto, nemmeno dai suoi amici più stretti. Cosa poteva avere di interessante un pluriomicidio in una cittadina di 250 abitanti, del quale erano già stati trovati gli artefici, per uno scrittore alla moda e rampante come lui? Evidentemente molto, se l'intento era quello di raccontarlo in una chiave innovativa, entrando nella testa e nel cuore degli assassini. Troppo poco intrecciato per un thriller, troppo poco intimista per un romanzo psicologico, questo libro sembra voler essere qualcosa di più. Vi farò sapere.
Non aggiornavo queste paginette da quasi un mese, lo so.
Non perché in questo periodo non abbia nulla da raccontare, anzi, è semplicemente che circa tre settimane fa abbiamo dovuto celebrare un funerale forzato alla cara Alice, che avrà avuto pure i suoi mille difetti, ma da tre anni ormai allietava il nostro tempo libero a tutta velocità. Il motivo è ovviamente da ricercare nell'incompetenza di qualche tecnico della Telecom, che invece di leggere l'italiano correttamente, ha interpretato a suo modo una lettera in cui chiedevamo l'annullamento dell'opzione Alice Home Tv 20 mega, per tornare ai soliti 4 che ci bastavano e avanzavano, e ha come si suol dire staccato la spina della giovane amica, che ci ha così prematuramente lasciati.
E' davvero dura disabituarsi ai vizietti e alle comodità, per cui connettermi nelle ultime tre settimane era divenuto davvero snervante, e lo facevo solo per inviare gli articoli al giornale: tornare a sentire quell'insolita sinfonietta "tututututututu" di diverse intonazioni che è tipica della connessione de'mi'nonno'ncariola e aspettare circa un minuto prima che una pagina si aprisse mi ha sfiancata al secondo tentativo, e così ho fatto a meno di internet per un po' (e chissà per quanto dovrò farlo ancora?)
Nel frattempo dicevo ne sono accadute di cose da raccontare, tutte come al solito estramente Lalliane, e di poco dominio pubblico, ma senz'altro per me molto importanti...
Primo: ho accettato l'idea che dovrò rottamare il mio piccolo adorato scarabeo blu50 classe 1997, 26000 chilometri portati con gran classe e resistenza da vendere. Non c'è più spazio per i veicoli inquinanti in questa città, e il mio compagno di adolescenza-primi baci-cazzate-seghe a scuola-corse contro il tempo dovrà elegantemente farsi da parte. Perciò venerdì mattina sono stata alla motorizzazione civile, per chiedere le pratiche per la patente A2... evvai che si sale di cilindrata e si scende di emissioni!
Secondo: mi sono lanciata nella entusiasmante sfida di diventare una brava cuoca, e ci sto riuscendo, a detta di tutti i commensali che hanno assaggiato le varie paste ai frutti di mare-pennette radicchio e besciamella-maccheroni melanzane e mozzarella-totani alle verdure da me preparati in diverse situazioni con tanta cura ed estro... TZE'! (C'è da dire che senza i consigli e le ricette della Nonna Cocca non avrei saputo da dove iniziare, perciò la ringrazio per avermi spiegato le regole del soffritto universale!)
Terzo: ho ricominciato a leggere, finalmente. Devo ancora psicanalizzarmi per capire i motivi di un blocco durato troppi mesi, in cui l'unica carta stampata che prendevo fra le mani era quella dei quotidiani.
Quarto: ho visto un film. Bellissimo. Dolce. Favoloso, in tutti i sensi. E ho pianto quando mi sono resa conto che guardandolo ero tornata indietro di vent'anni, a quando mamma mi leggeva le fiabe mentre ero seduta sul vasetto. Questo film si chiama Stardust e penso proprio che lo consiglierò a chiunque mi capiterà a tiro.
Quello che però doveva succedere da dopo ferragosto non è ancora accaduto, e continuo ad attendere con ipocrita pazienza, in preda allo stesso caos calmo che avvolge il personaggio del libro che mi ha sbloccata dalla mia crisi di lettrice. No no sto bene, davvero, però negli ultimi tempi ho fatto delle cose, tipo tagliarmi un metro di capelli dall'oggi al domani, che mi fanno pensare che i miei nervi stanno per cedere, e posso fare poco per calmarli, se non lavorare, lavorare, lavorare, e poi scrivere, scrivere, scrivere.........