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venerdì, 31 agosto 2007

Ho una manciata di conchiglie nel taschino della mia borsa da mare, e una mezza bottiglia d'acqua Vera piena di sabbia di battigia che Francesco ha messo in balcone ad essiccare, e che puzza quanto un topo morto. Ma lui era così convinto di dover prendere la sabbia della battigia come ricordo, che così si doveva e che no, non si deve prendere quella sotto l'ombrellone perché è sporca e piena di alghette che... beh, l'ho lasciato fare, ma in cambio la puzza della sabbia bagnata di una settimana se la tiene in balcone lui.

Io mi tengo le conchiglie, grazie, che saranno pure piccole e tutte scheggiate ma sono state prese in immersione, fra i fondali pugliesi, e sanno più loro di Salento che della battigia di Torre San Giovanni, chiassosa e turistica quanto Gallipoli e Torre dell'Orso.

Il Salento, che meravigliosa terra. TERRA ARSA E ROSSA, proprio come canta Vinicio: la senti che è terra di confine, che delimita il terreno di due culture, quella del "presto che è tardi" o del "tempo è denaro" e delle macchine rombanti dalla cultura della cortesia, delle tradizioni senza tempo, delgli ulivi e dei pescherecci, o al massimo dei trattori. Sembra un rombo sulla cartina stradale, quello che collega Lecce, Gallipoli, Otranto e Leuca: e dentro mille paesini bianchi da scoprire, con il loro campanile, il loro Municipio, le loro vecchine sedute fuori dall'uscio a prendere il fresco della sera. E ci siamo persi volentieri per quelle strade, assolate e dominate dalle masserie, che sembrano dirti che Maglie è vicina, per poi fregarti e farti perdere all'incrocio successivo, e ricominciare tutto da capo. Il Salento con la sua strabordante e punkettona Notte della Taranta, che ci ha un po' delusi un po' affascinati, ma soprattutto che ci ha fatti camminare in piena notte da Corigliano a Melpignano seguendo la ferrovia, senza luci e in compagnia dei topi, in una romantica passeggiata notturna di fine agosto fra i campi che non dimenticherò mai.

Un Salento che fa rima con Cilento, e che si è lasciato amare senza freni per entrarci nel cuore. Le gite sul pattino, le spiaggette incontaminate, le piscine naturali fra gli scogli, e quest'acqua blu che poi blu non è ma trasparente, brillante, quasi accecante. E' lì che ho visto il mio uomo più se stesso che mai, un po' delfino un po' lupo di mare, a caccia di fondali e di scogli comodi su cui riposarsi. E lì che ci ho visti NOI, mentre guadavamo il fiume con gli infradito in mezzo a un branco di buoi, mentre mi insegnava ad andare in canoa e mi fotografava ridendo come un pazzo... E' lì che ho visto il tramonto più bello, a far da cornice alle strade di Maratea, dove si erge maestosa la statua di San Biagio, con le mani tese verso il cielo ad implorare un po' pioggia. Una pioggia che non arriva, da un cielo che non ha pietà, e che ha essiccato tutti i fiumi, tutti i rigoletti, tutti i torrenti che prima dissetavano la terra.

Questa è stata la mia estate, questo e molto di più. Il resto sta dentro le canzoni che ci hanno accompagnati, nei panorami che abbiamo catturato, nelle parole dette e nei silenzi preziosi. Eravamo in due ma ogni tanto, giusto ogni tanto, per qualche istante, mi siamo sembrati una cosa sola.

Fralau























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Fralau























Fralau























Fralau































Fralau































Fralau























Fralau

























postato da: LadyMarian alle ore 17:01 | link | commenti (15)
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lunedì, 06 agosto 2007

Quest'anno le vacanze le invento da me.
Eggià, perché dopo 5 settimane trascorse in tailleur a 40° all'ombra, a stare con le mani dietro la schiena o seduta su un banco come a scuola senza percepire un euro che sia uno, una settimanella di riposo me la meriterei pure.

Però in compenso sono salita su un 777, quello che va a New York. E mi sono seduta al posto del comandante, proprio nel cockpit. Ho visto come viaggiano i bagagli dentro un aeroporto, fra lamiere, tubi, nastri a perdita d'occhio e rulli. Ho soprattutto capito come mai in questi giorni a Fiumicino si blocca sempre il BHS. Altro che sabotaggio.

Da mercoledì siamo tutti in lista d'attesa. Attenderò una chiamata, prenderò il mio amore sotto braccio, la mia bella tenda da campeggio, e me ne andrò chissà dove. Rigorosamente al mare.

Voglia di sabbia.
Voglia di pesce fresco.
Voglia di vento.
Voglia di sole.

Fralau

postato da: LadyMarian alle ore 16:40 | link | commenti (4)
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