Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio

Ho visto case alte e strette dalla finestre bianche e le facciate storte
Ho visto nebbia e goccioline di pioggia fine e morbide come neve
Ho visto tante luci dove perdersi e ritrovarsi
Ho visto donne in vetrina ai piedi di una chiesa di seicento anni fa
Ho visto gente pedalare indisturbata sotto la pioggia, spedita e incurante
Ho visto un coffeeshop di legno a cui mi sono tanto affezionata e...
...ho sentito profumi che non posso stare qui a cercare di descrivere...
Ho visto i controllori sui tram... e le persone felici di pagare il biglietto
Ho visto il ponte levatoio più vecchio della città, arrugginito e fiero in mezzo all'acqua
Ho visto La Camera da Letto ad Arles di Van Gogh... e mi sono emozionata
Ho visto i fiori... su delle casine galleggianti... ho visto tulipani e tulipani e tulipani...
Ho visto piazze piene di giovani, di locali, di musica e colori
Ho sentito tanto calore, in questa città che di freddo ha solo il vento...



Bum bum bum... che strana sensazione piangere così.
(Non sarà troppo "Breaking the girl" che gira nel pc per la decima volta?)
Bum bum bum. Il cuore batte un po' accelerato negli ultimi giorni.
Bum bum bum. Sono i sogni che faccio, senza dubbio sì... pieni di figure femminili che per un motivo o per un altro nella vita reale mi hanno ferita... e che nel mio subconscio onirico si manifestano come angioletti quieti e generosi. E mi fanno svegliare guardinga.
Bum bum bum. E' questo cavolo di colloquio, che mi slitta di giorno in giorno, di ora in ora, e onestamente adesso ho perso tutta la voglia di farlo... anche perché ne ho un altro all'orizzonte decisamente più allettante...
Bum bum bum. E' un viaggio che forse aspetto da anni, in equilibrio fra maltempo, nebbia e malocchi. Che se stavolta ce la faccio, ci metto proprio la bandierina su quella piazza.
Bum bum bum. L'esame di domani, passato in secondo piano rispetto alla febbre e ai colloqui di cui ho parlato sopra... Avessi avuto più tempo e più voglia, avrei fatto molto di più.
Bum bum bum. Un film, che film... Manhattan che ruggisce di giorno e pulsa di notte, ricca e plebea signora in bianco e nero che si lascia violentare dai passanti, dai lavoratori, dagli intellettuali e dai visitatori (e presto da ME!). Central Park che respira sempre allo stesso ritmo, come un'oasi nel caos cittadino. Woody Allen che non credevo potesse essere così affascinante nel 1979...!! Storie in cui mi rifletto e ritrovo le mie stesse paure di qualche tempo fa... e sorrido perché almeno quelle, quelle lì sì, sulla persona giusta che non esiste, sull'amore che non esiste, sulla paura di rimanere soli, almeno le ho superate.

“Capitolo primo. Adorava New York. La idolatrava smisuratamente”. Ma no, è meglio: “la mitizzava smisuratamente. Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero, e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin”. Ahhm, no, fammi ricominciare da capo. “Capitolo primo. Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico.Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione”. No, roba stantia, troppo stantia, di un gusto… Insomma, dài, impegnati un po’ di più. “Capitolo primo. Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. La stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una…” Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. “ Capitolo primo. Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com’era difficile esistere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia”. Troppo arrabbiato. Non voglio essere arrabbiato. “Capitolo primo. Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre”. No, aspetta, ci sono. “ New York era la sua città e lo sarebbe sempre stata”.
La stagione dell'amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va,
all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.
Ancora un'altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.
La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
"La stagione dell'amore" - Franco Battiato

Sono fiduciosamente in attesa. Aspetto paziente che il sito di facoltà pubblichi i risultati dell'esame d'inglese, e nel frattempo mi preparo per quello di Processo Produttivo di uno spettacolo... ma il catalogo di Ikea è troppo, troppo vicino, sul mio tavolone di legno, e allora il dito non ce la fa a resistere, e come se toccasse un frutto proibito, sfoglia imbarazzato ed entusiasta quelle pagine così piene di colori, ambienti, tessuti, che viene voglia di perdercisi dentro e comprare tutto, ma proprio tutto... il fatto è che in 3mx3m di camera, più di un letto, un armadio, un comodino e una cassettiera non ci stanno... però l'ho vista la cameretta dei miei sogni, in quel meraviglioso color impiallacciato betulla verniciato trasparente che fa molto casa delle bambole... Il letto abbastanza piccolo da non farmi sentire troppo sola e abbastanza grande da accogliere un'altra persona all'occorrenza... Il comodino dove poggerò tutte le sere il mio libro, la cassettiera dove proverò a infilare tutte insieme le mie decine di sciarpe di lana, col rischio di sfilacciarle tutte, il copripiumino, rigorosamente in tinta con la parete sì... color celeste puffo................... una bambina, dovrebbero vedermi...
Nel frattempo le giornate pre-esame scivolano senza fretta, fra compleanni, cene volontariamente saltate, inviti non accettati, ricorrenze da appuntare e festeggiare come se fossero nazionali... RyanAir continua a cancellare i voli... amiche lontane si preparano a portare un po' di sole... (è stato sempre così Ra, non deludermi questa volta!)... e io... io comincio ad avere l'acquolina in bocca.................
