Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
Roma è bella.
La vita è bella.
Ma quanto è bello passeggiare per Trastevere.
Ma che belle le nostre serate.
Ma quanto mi sento bella?
Mi faccio quasi paura, in questo periodo...
Sdolcinevole, perennemente sorridente,
trasognante, serena e sorniona.
Brrrrrrrrrrrrrrrrr!
Quando l'incoerenza fa parte della tua persona... e te ne accorgi solo dopo 24 anni...
Cancellare un blog nato per sfuggire a qualcosa che nemmeno hai ben capito. Provare a riaprire i battenti di questo posto impolverato e segnato da tante strane vicissitudini... sono emozioni. Anche se i motivi non sono più gli stessi, anche se non senti più quel peso dentro da dover essere in qualche modo alleggerito, ti viene voglia di scrivere. E lo fai. Semplicemente.
E' uno di quei pomeriggi che uno si ritaglia per studiare, ma che finiscono inevitabilmente a tarallucci e vino, o per quanto mi riguarda, a foto e vecchi ricordi. Che poi vecchi non saranno mai, ma li senti pulsare ancora dentro, familiari. Quello che non senti è la strana sensazione di malinconia che si lega in genere così bene a una citazione, a una vecchia dedica, al ricordo di uno sguardo... No, niente tristezza. E' tutto un sorriso. Sorrido di amicizie nate e perse nel giro di pochi mesi, sorrido delle lacrime, sorrido delle angosce e delle delusioni passate, di ciò che ho ricevuto e di ciò che ho dato. Sorrido di tutto e custodisco tutto, come un tesoro nascosto.
Mi guardo e vedo una donna. I vecchi jeans non mi entrano più; eppure strano, non ho preso nemmeno un etto... come mai? "Sei cresciuta, Lalli"... e come non riconoscerlo... come non accorgersi che i tuoi fianchi seguono una linea diversa, più piena, più tonda, e che le tue gambe non sono più ossute e innocenti, ma forti e tornite, che il tuo sguardo è diventato più pericoloso, più deciso, e che le lacrime non scendono più come una volta... Come non ammettere che mi sento grande, a fare i bonifici a mio fratello, a scegliere i colori per le stanze della mia casa, a fare foto alle pareti e a sfogliare i cataloghi di Mondo Convenienza... a cominciare a mettere i vecchi vocabolari nei cartoni, e a riempire il soppalco magico di tazze e libri da sistemare?
Mi sento diversa, sì... mi guardo e vedo una donna forte. Ma non prendo in giro la vecchia Lalli, quella che si impuntava per delle stupidaggini, quella che aveva il brutto vizio di "addomesticare" le persone (o provare a...................), quella che "se tutto non è come dico io, non va bene". La comprendo, la continuo ad ascoltare, per non ripetere gli stessi errori.
E' tutto qui dentro, il mio passato.
Dentro questa testolina pazzoide che macina chilometri.