Il Favoloso Mondo di Amelie
Into The Wild
Canone Inverso
Le Fate Ignoranti
Sliding Doors
Se mi lasci ti cancello
Mare dentro
Crash
Il Gattopardo
L'ombra del Vento
Caos Calmo
Qualcuno con cui correre
Il Paradiso degli Orchi
Nelle Terre Estreme
Achille Piè Veloce
Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares
La Casa del Sonno
La tredicesima storia
Tokyo Blues Norwegian Wood
Ligabue
Carmen Consoli
Afterhours
Pearl Jam
Subsonica
Vasco
Keane
James Morrison
James Blunt
Muse
Jamiroquai
Aerosmith
Placebo
Franz Ferdinand
Bruce Springsteen
Wallflowers
Negrita
Lenny Kravitz
Le Correzioni - Franzen
Solo la penombra - Carlo D'Alessio
(Chissà perché, ogni volta che devo andare in Campidoglio, faccio puntualmente tardi -che bell'ossimoro- e mi tocca prendere i gradoni della scalinata a falcate, e arrivo al banchetto per gli accrediti stampa senza fiato, e non mi resta altro da fare che sorridere ansimando per qualche minuto)
Oggi c'è il sole a Roma. Si sta bene. Si parla di Europa, di cooperazione, alla conferenza a cui partecipo, si parla di identità culturale e di integrazione, di fratellanza e di dialogo. Poi appena esco dal Campidoglio e prendo il motorino quasi mi mettono sotto sulle strisce e assisto a un incidente e a uno scambio di mortaccitua da macchina a moto. Però di buono c'è che c'è sempre il sole. E che si sta bene. O meglio, che io sto bene.
(Però mi rendo conto che ci vuole poco per farmi stare male, basta una frase detta prima invece che dopo, basta sentire per un attimo che sei lontano, che parli del passato, che non sei concentrato su di me, che mi trema la terra sotto i piedi. Questa sensazione proprio non l'avevo mai provata)
L'Erasmus Day. Il Presidente del Consiglio che si inchina verso di noi. Il Sindaco commosso che ricorda la caduta "morale" del muro di Berlino. Applausi, tantissimi applausi. Io che provo a fare una foto, almeno una, ma sono troppo lontana, e siamo tutti stipati a un angoletto e non riusciremo mai ad arrivare avanti...
(A un tratto qualcuno passa fra le sedie, muovendo l'aria, e io sento il tuo profumo, inconfondibile, precisamente tuo, il profumo che mi resta sempre fra le mani a fine serata, perché io ti tocco sempre il viso e il collo e mi riempio di te)
9 novembre 1989. La ferita dell'Europa che si chiude, un'era di cooperazione che si apre.
(9 novembre 2006. Mi guardo allo specchio, sorrido e mi do della scema. Per un attimo ho pensato di poter stare bene anche senza di te)

"La descrizione di un attimo
le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza
del mio debole
per te"